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Nomi e segreti PDF Print E-mail
Written by Samuel   

"Majestic", Grandi Navi Veloci: rotta Barcellona-Tangeri, 27.04.08.

Conosciamo sulla nave Flavio e Bruna: triestini, molto simpatici, BMW 1200. Da quel poco che capisco, Flavio sì che sa andare in moto... Peccato solo che questa appartenga a Bruna. Inconvenienti dell'essere innamorati.

Ci frequentiamo un po', sempre di più, e alla fine si solidificano gusti, relazioni, preferenze e piccole abitudini. Bruna e io parliamo, continuamente, a ruota libera: di tutto. Flavio e Stan sono un poco più taciturni, e quando rompono i silenzi lo fanno per discutere di moto.

 

Autoritratto involontario
Flavio e Stanislas


Se accosti due pezzi di selce, questi restano ognuno uguali a loro stessi. Lì dove s'incontrano, dove vengono in contatto, conformazioni e cristalli mantengono le proprie strutture interne. Restano solidi, sono semplicemente un'espressione esteriore di ciò che vi è all'interno, identico.

Immagina ora di poter scaldare queste appendici in virtù di qualche forza. Immagina di poterle sciogliere almeno un poco: entrambe le parti offrirebbero all'altra un magma malleabile, un poco di sé disposto a mutare. E quando si solidificherà nuovamente, un cristallo di una si troverà a stretto contatto con il cristallo dell'altra, e le due pietre saranno fuse insieme in virtù di quella zona comune: i loro cuori resteranno distinti, omogenei, semplici. E' solo nel punto di contatto che sarà stata creata una nuova complessità, qualche cosa dovuto a entrambe le pietre.

Un tesoro inestimabile. Per questo non posso parlare di Flavio e Bruna: sinora ho accumulato in MotoLoco parole, preconcetti, ontologie. Scrivere significa ridurre, semplificare. Poi, senza che alcunché lo facesse prevedere, conosciamo Flavio e Bruna, due persone dietro due nomi, scompaginiamo gli elenchi e parliamo, a lungo, con loro. Ci conosciamo sempre meglio, passiamo insieme del tempo. esponiamo ognuno di noi quei morsetti cui gli altri si possono attaccare.

Ed è per questo che taccio: io ho vissuto la loro presenza, non le parole che li descrivono, così come succede quando si evocano i demoni o le potenze della natura: se ne invocano le qualità sinché non appaiono, e si resta in silenzio quando sono finalmente tra noi.

 

Comments
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ophy  - ...   |2008-05-16 15:54:12
di solito preferisco non parlare di qualcosa di particolarmente bello e delicato
perchè non sono brava a scrivere. Ma tu che sei capace non dovresti limitarti.
Samuel  - re: ...   |2008-05-16 16:08:00
ophy wrote:
di solito preferisco non parlare di qualcosa di particolarmente bello e
delicato perchè non sono brava a scrivere. Ma tu che sei capace
non dovresti limitarti.

Grazie, Ophy, per il "bravo".
Ma se una persona è bella non c'è
nessuna parola che la potrebbe migliorare. O peggiorare. Niente,
nemmeno il nome, vi si può appiccicare al punto da rappresentare
l'unico punto di accesso verso la persona.
Non si tratta di limitarsi, ma
di riconoscere un'impossibilità. E' come se Stan e io avessimo
cercato di fotografare la bellezza dell'Alto Atlante.
Opps, ma noi ci
abbiamo provato...

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