| Da Fes ad Azrou |
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| Written by Samuel | ||||||
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Da Fès ad Azrou, Mercoledì.
Lì ad Azrou la berberità si rifà, in un certo senso: il buon Hassan si dice berbero, nonostante stia parlando con noi due, dei turisti; ciò che abbiamo visto poco prima ci fa credere che ai berberi veri freghi proprio poco di mettersi a parlare con dei turisti. Hassan ci porta a vedere i suoi lavori in legno e poi fa compagnia ad un suo amico per la solita contrattazione: Stan e io compriamo un tappeto a testa. Contrattazione carina, ma ancora non ci siamo. Poi Hassan ci fa compagnia a cena; ci insegna l'alfabeto berbero ma si ferma alla enne: forse non è proprio così immerso nel suo mondo, forse dopotutto conveniva davvero fermarsi al villaggio berbero. Per cena mangiamo una cosa eccezionale: si chiama harira, ed è una densa zuppa con ceci, lenticchie, cipolle, pomodoro ed erbette. 140 Dirham (non proprio economico, lo ammetto). E' ciò che i musulmani usano come interruzione serale del digiuno durante il periodo del Ramadan. Domani si parte per davvero.
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