| Ipse Dixit |
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| Written by Samuel | ||||||||||||||||||||||||||
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Milano, 25.04.08. Venerdì attraverso una Milano finalmente soleggiata ma deserta per portare la tenda a Stan, tanto per equilibrare un po' i pesi tra noi due. La moto è ormai pronta da qualche giorno, finalmente oggi non piove e posso provare un po' meglio le nuove gomme semitassellate, le mie Michelin T63. Fanno un effetto strano sulle pieghe, è come se ci fosse un gradino e, superato quello, si cadesse dentro la curva. Insomma, ci gioco un po'. Non so se è stata una buca o se aprendo di colpo ad un semaforo sono affondato troppo di dietro... sta di fatto che al semaforo successivo rallento e sento un rumore strano. Mi fermo al rosso e guardo dietro di me: non è il bauletto, temevo si fosse staccato qualche supporto per via della tenda. Un tizio che si affianca in macchina suona timidamente il clacson e mi accenna, delicatamente: "La targa...". Ha un'espressione impietosita, forse non ci crede nemmeno lui. I tasselli della gomma posteriore si sono mangiati la targa. Letteralmente mangiati: il porta targa era stato piegato all'indietro e aveva assunto in negativo il profilo della gomma. C'erano anche gli spazi tra i vari tasselli: una vera impronta di riconoscimento.
Un po' era stato il peso del bauletto (ma bastano tre chili di tenda?), un po' era la gomma, più spessa delle normali, e un po' la targa troppo dritta, direttamente a perpendicolo della ruota. Ero basito, non sapevo cosa fare, così ho piegato all'infuori il metallo, che ha conservato la posizione, e ho continuato la strada. Mi chiedevo se avrei dovuto tagliare la plastica a filo della targa. Adesso lo so: è sufficiente piegare un poco all'infuori il tutto e anche se si carica la moto non succede più nulla. Un primo guaio divertente, direi... E istruttivo: perché c'è un antefatto, che risale a due settimane prima. Speriamo in bene, và...
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